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Diario


27 agosto 2006

Improvvisazione su "Era de maggio" - Per G., F. e R.

Sono sempre nel posto sbagliato. Sabato scorso ero a Benevento e una settimana dopo è arrivato Capossela, concerto nel teatro romano. Stasera mi sarebbe piaciuto essere a Melpignano, per il concerto finale della Notte della Taranta. Tanto più che quest’anno il lavoro non mi porterà in Salento e già questo mi escrucia.
C’erano tra gli altri Carmen Consoli, cioé la ragazza con cui fuggirei se a lei non dispiacesse, e Lucio Dalla, uno che da bambino avevo conosciuto come presentatore tv e poi una sera a Sanremo si mise il violino in spalla e cantò 4/3/43. Che personaggio ispido e per certi versi repellente, ma che grande artista. Oggi sta un po’ nel limbo, come compete ai colpevoli di connazionalità col pubblico italiano, ma gli basterebbe finire sotto una macchina perché la gente di colpo si accorgesse di quanto erano belle “Mille miglia prima e seconda”, “Anna e Marco”, “Quale allegria”, “Viaggi organizzati”, “Anidride solforosa”, “Piazza grande” e non la finirei più, compresa “Fumetto” che è il primo ricordo che ho di lui, quella che comincia “Lettera ics, qual è il segreto di Asterix Motor X Mister X”, sigla del programma “Gli eroi di cartone”, era il 1969 o il 1970, chissà.
Sarà che domani sera sono di corvée a Bologna, per questa dannata Coppa Italia con tre turni in otto giorni. Tira brutta aria, perché a Benevento ho visto un Doria più che in bianco e nero, solo uno dei due noncolori, e il mio collega che era a Rimini mi ha detto che nel secondo tempo gli altri avrebbero potuto farne quattro. In più Bologna è una specie di Little Big Horn doriana, tutte le volte che ci si va sono carrube, due retrocessioni su tre sono nate lì e la seconda è tutto un programma, in più ci sono tre ex freschi freschi e belli avvelenati come Antonioli, Castellini e Zauli, quelli non freschissimi come Bellucci e Marazzina sono egualmente pericolosi, sai che divertimento.
Comunque vada, so già che costruirò le mie 77 righe di racconto della partita sulla falsariga di “Disperato erotico stomp”, che stasera a Melpignano Dalla canta con due artisti locali, chissà che risate. Sicuramente tirerò fuori qualcosa come “Nel centrocampo del Bologna non si perde neanche un bambino”, d’altra parte la Sampdoria di quest’anno sembra così poco divertente che bisogna fare come i cuochi alle prese con materia prima così così: darci dentro con le spezie.
Che fenomeno, Dalla. Poco fa leggevo la sua intervista a “La Stampa” e ha ragione: “Un capolavoro come “Era de maggio” per me vale 200 volte “Imagine”, sia per la musica che per il testo”.
E’ vero. Riuscii a commuovermene anche ascoltandola da un musico a gettone, al piano bar del ponte principale del cruise ferry noleggiato da Berlusconi per la campagna elettorale del 2000, nella notte di navigazione da Livorno a Napoli. Io ero inviato del mio piccolo storico giornale perché allora facevo la politica, ero con due colleghi che poi hanno fatto carriera, Max Lussana del Giornale e Mario Calabresi de La Repubblica, stavamo lì perché dovevamo marcare la mamma di Berlusconi, che aveva più di novant’anni e alle due del mattino era ancora bella arzilla con la sua corte di dame di compagnia. Era una crociera che sembrava nata sotto il segno della rogna: Berlusconi era partito da Genova con l’influenza e al comizio di Livorno si era fatto sostituire da Biondi, la notte seguente si era rotta una tubatura e gli si era allagata la suite, la terza sera Bonaiuti era caduto dalle scale e si era rotto un braccio. Invece quella sagoma di Berlusconi conquistò perfino il Lazio e la Liguria, D’Alema si dimise, io tornai a terra e per altri due anni e mezzo fui costretto a seguire la politica locale. Il cantastorie di “Era de maggio” chissà che fine ha fatto, di quella canzone ne aveva inciso una versione splendida Battiato, uscita nel 1999, giusto a ridosso dell’ultima pesante batosta presa dal Doria a Bologna. Battiato, Dalla, la Consoli: che peccato, se è vero quel che dicono di loro. Ma non per ragioni esistenziali, ognuno fa quel che vuole ed è giusto sia così. Peccato, perché il patrimonio genetico del loro talento si esaurirà in loro. Ma forse, a giudicare da molte discendenze a parte i Maldini e gli Zucconi e i Villeneuve, meglio così. Axel Merckx ha sfiorato un podio mondiale in tutta la sua carriera e basta, Cristiano de André a differenza di suo padre sa suonare ma per il resto lasciamo perdere, discorso che vale anche per Christian De Sica.
Non so che cosa scriverò domani sera. Di sicuro non sarà qualcosa di inarrivabile come “Era de maggio”, nessuna persona è mai stata all’altezza del potersela pensare dedicata da me, e dire che ho conosciuto almeno tre ragazze da perderci la testa come in effetti la perdetti, G. e F. e R. e basti l’iniziale, una ora fa la dirigente d’azienda, l’altra la notaia e la terza la mamma di Matilde e Ludovica. Nessuna di loro stasera è a Melpignano, di una sono sicuro perché so dov’è mentre le altre due non credo. Sia quel che sia, una alla volta per quel che mi avete regalato anche senza dovermelo, negli anni in cui credevo di essere al timone della mia vita e che la vita fosse un gioco almeno a somma zero, abbiatevi questo “Era de maggio”, altro che “Imagine”. Poco importa che per G. sia stato settembre, febbraio per F. e giugno per R., era de maggio perché così vuole la canzone. La canzone di un uomo che come me è sempre al posto sbagliato, ma almeno se ne accorge. E se ne fa una ragione.




permalink | inviato da il 27/8/2006 alle 2:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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