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Diario


10 ottobre 2006

L'angelo di Frank Capra nel cielo sopra Berlino: il Lippi ritrovato

Da quando il rango di campione del mondo accompagna Marcello Lippi, il capitano della Sampdoria anni Settanta vede trasformarsi in partita di lanciarossa anche una visita privata al Nautico, nella sua Genova sempre nuova, vita che si ritrova; nella sua Genova tradita, rimorso di tutta la vita. Da calciatore ha vestito una sola maglia, quella blucerchiata; e forse a tratti ripensa che avrebbe potuto provare anche da soldato qualcuna delle gioie vissute da generale; se avesse lasciato la sua Genova bianca e a vela, speranza tenda e tela. Ma la vita ha deciso altrimenti e ripensandoci nemmeno potendo Marcello la cambierebbe.
Ieri è tornato alla Foce, a tre mesi esatti dalla discesa dell’angelo della storia dal cielo sopra Berlino. Grosso aveva appena tirato il rigore, lui da buon doriano - allievo di Colantuoni e Rebuffa - per prima cosa si era voltato per cercare la giacca della tuta sul sedile, poi avevano cominciato a saltargli addosso un po’ tutti. Così ha faticato anche il suo angelo, a farsi largo, come il Clarence di Frank Capra, a dirgli: eccoti qua, Marcello, ti seguo da quando eri bambino e giocavi nella Stella Rossa di Viareggio, tra le pieghe della vita quanto dura una partita, che lunga storia arrivare fin qui, la mia missione è finita, ma non te l’aspettavi nemmeno dove avrei dovuto portarti, passando dalla Sampdoria sembrava difficile e invece guarda un po’. Tre mesi dopo, difficile non riportargli il pensiero di mezza Genova categoria “anta”: "Grazie perché quella notte a Berlino hai portato con te in cima al mondo un pezzo della Sampdoria più bella di sempre, quella che non vinceva mai e neppure sperava di riuscirci un giorno. Ma era la tua e quella di molti". Ormai Lippi però è come Benigni quando gira - o cerca di farlo - per Roma sulla sua Polo blu, la gente ai semafori scende dall’auto e gli si avventa al finestrino fermando un traffico già fermo, uno che era stato fatto cascare dal motorino lo aveva pure ringraziato di averlo investito. Smaltita la ressa non senza qualche scintilla di toscanità dialettica, Lippi chiude gli occhi dietro gli occhiali vintage con la bandiera tricolore sulle stanghette e torna il ragazzo biondo col numero 6 sulla schiena, leader di una squadra che proprio non sapeva salvarsi prima dell’ultima giornata, infatti ci sarebbe riuscita una sola volta: "Da qualche tempo - ammette - preferisco non parlare di Sampdoria, proprio perché le voglio bene, perché di una parte fondamentale della mia vita devo avere rispetto".
"Era bastato che un paio di partite andassero male - prosegue - e subito il mio nome era stato accostato a quello della mia squadra del cuore. E questo non era giusto per un collega come Novellino, che ritengo tra i migliori in circolazione, e per un dirigente come Garrone che è persona troppo intelligente per prestarsi a certi giochi".
Adesso il Clarence di Lippi si gode la pensione e lo stesso ex ct finge di volersene stare ancora ai margini: "Per qualche mese guarderò quello che fanno gli altri, poi tornerò perché il calcio è la mia vita e credo di aver ancora qualcosa da fare. Seguo quel che accade, è mio dovere tenermi aggiornato". Ma su un eventuale ritorno alla Sampdoria, il mister preferisce glissare. Meglio parlare di mare: "Un pescatore vero non torna a casa fino a che non ha pescato quel che voleva". Nella rete di Lippi ormai c’è tanto, perfino una Coppa del Mondo. Eppure manca qualcosa, forse quello che il Clarence dei doriani aveva portato in anni successivi ai suoi. "Lo spettacolo vero - ammette - qui è cominciato proprio un minuto dopo che me n’ero ormai andato". Non ne vuole parlare, della sua Genova di tutta la vita, sua litania infinita. Vicino a sé però ha Arnuzzo: come in quegli anni di salvezze al terzultimo dei 2700 minuti del campionato, come il 9 luglio scorso all’Olympiastadion, brezza e luce in salita. Chissà che cosa si sono detti, quando sono rimasti da soli, con la Coppa del Mondo a illuminarli. E’ un loro segreto, non lo sveleranno mai.

(Corriere Mercantile, 10 ottobre 2006)




permalink | inviato da il 10/10/2006 alle 12:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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