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Diario


15 ottobre 2006

Non dimenticar le mie parole

Oggi non c'erano partite, perlomeno che mi riguardassero direttamente. Uscito di casa in largo anticipo, per strozzare il tempo fino all'ora di presentarmi nella ruota del criceto, mi sono infilato alla Fnac e scorrendo gli scaffali ho visto un cd strano. "Italian swing sister" il gruppo, "Delizioso" il titolo.
Ho capito subito trattarsi di qualcosa di straniero, poi ho consultato la lista dei brani e ho visto che era tutta roba anni Trenta. Il disco era in offerta a metà prezzo e anche questo conta. Così mi sono risolto e ho scoperto essere roba di tre vocaliste francesi, quindi un omaggio al Trio Lescano. L'ho ascoltato oggi pomeriggio, scrivendo un pezzo sugli errori arbitrali ai danni del Doria, per astrarmi dal chiacchiericcio corrente della colleganza. E' un disco davvero gradevole, molto più di quello simile di una cantante italiana che aveva risolto in swing brani altrimenti composti, l'idea era buonissima ma la voce anonima e gli arrangiamenti così così, soprattutto c'era un'aria di prendersi sul serio che era tutto fuor che swing, c'ero cascato perché era una produzione della Caselli che di queste cose capisce non poco. Era invece discontinuo "Abbassa la tua radio per favor", un'idea di Stefano Bollani che aveva messo insieme fior di musicisti con l'idea di un omaggio alla musica degli anni Trenta e Quaranta: troppi grossi nomi viziavano di un certo intellettualismo tutta la faccenda e la appesantivano, come nella sgradevole "Parlami d'amore Mariù" di Elio. Era bello invece "Ma l'amore no" di Ada Montellanico ed Enrico Pieranunzi, lì c'era meno talento forse ma più amore. In questo "Delizioso" invece c'è molta ironia, ancor più autoironia, un tocco di dilettantismo e soprattutto un grande affetto per quella musica leziosa e leggera che però aveva una sua grazia, un suo equilibrio, perfino una sua profondità perché - per esempio - "Il pinguino innamorato" è la versione surreale e metafisica, scritta con trent'anni di anticipo, di un brano straordinario come "Vecchio frack". Questo "Delizioso", insomma, è davvero fedele al titolo. Spiace solo che ci abbiano pensato i francesi, infatti le cantanti e anche i musicisti che le accompagnano (un batterista, un contrabbassista e un trombettista) sono tutti francesi. Anzi, due delle cantanti dovrebbero essere pure di origine iraniana (Maryam e Mardjane Chemirani), mentre la terza (Catherine Catella) qualcosa di italiano ce l'ha.
Ma tutto sommato anche le Lescano erano foreste: olandesi, figlie di un contorsionista magiaro e di una cantante d'operetta ebrea olandese, prima acrobate di circo e infine trio vocale. Piovvero in Italia chissà come e segnarono uno stile. Che bella idea ricordarle con rispetto filologico, così come che fortuna scovare quel cd alla Fnac, come mai come c'è finito, ce n'era una copia sola. Nessuno aveva parlato di questo disco, lo faccio adesso io e probabilmente nessuno raccoglierà. Meglio così, godersi in pochi certe cose dà più gusto; è sgradevole quando si accorgono in troppi del talento, ti viene il dubbio che sia davvero tale.




permalink | inviato da il 15/10/2006 alle 21:9 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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