.
Annunci online

stefanorissetto
un modo di guardare


Diario


18 dicembre 2006

Benedetto sia lo Stretto: Reggina-Sampdoria 0-1

Dal nostro inviato
STEFANO RISSETTO
REGGIO CALABRIA – Benedetto sia lo Stretto. Dopo Messina, il Doria passa anche a Reggio ed è un’impresa che, di là dal significato dei tre punti, resterà nella storia: per il gol di Quagliarella, bello come non se ne vedevano da anni; per la parata di… Delvecchio (in dubbio, da mediano s’intende, fino all’imminenza della gara) su Mesto all’ultimo secondo di recupero, subito dopo che il mediano aveva sostituito Berti, uscito malconcio da uno scontro con Bianchi; per il sangue sul volto di Bazzani, colpito da un oggetto lanciato dagli spalti a fine gara.
PROFILO - Il riscaldamento a dodici, con Bonanni in campo, chiarisce la precarietà delle condizioni di Delvecchio. Dopo tanto laboratorio, la retroguardia prevede Maggio a destra e Zenoni riconvertito a sinistra, con Accardi e il semiesordiente Bastrini centrali. Quagliarella si reinventa ala, alle spalle dei gemelli ritrovati, mentre Franceschini si alterna di fascia con lo stabiese. Profilo d’assaltatrice ha la Reggina: difesa a tre, Leon e Amoruso trequartisti d’attacco alle spalle di Bianchi; ma è la mobilità verticale delle ali che innalza il profilo offensivistico degli amaranto.
PUGNO - Incredibile e gravissimo al 6’ il sorvolo di Rosetti e soprattutto dell’assistente Ambrosino, sulla vistosa mossa da pallapugno di Amerini in piena area, dopo tiro di Delvecchio: lo stadio intero s’agghiaccia, quindi si solleva; riscuotendo l’ennesimo cedolino della guerra doriana al Palazzo. Dissimulando alla meglio assenze e improvvisazioni tiene comunque campo il Doria, per non lasciare agli amaranto il comando del gioco. Maggio affonda i colpi più spesso di Zenoni, talché il gioco inclina sulla destra; ma il bergamasco è più fino quanto meno frequente nel cross di precisione.
VENTO - Un forte vento acquario cartavetra il Granillo, in apertura a favore degli amaranto: così il Doria si dispone a giocare in prevalenza palla a terra, senza però trovare lo spunto giusto nelle terre di Pelizzoli, invero affollatissime per la buona propensione al rientro dei reggini. Il cielo si fa livido, occhio in cui s’addensa l’uragano: il via alle luci artificiali arriva prima della mezz’ora. E’ una partita cattiva più che bella, tra due squadre che sanno come combattersi, giocata sullo stretto anche con la “s” minuscola: la Reggina pare quasi sorpresa della compattezza doriana, intraprende ma senza troppo avanzare la linea del fronte. Così arriva solo al 35’, da fermo e preceduto da infiniti preliminari d’odio, il primo autentico tiro in porta, di Flachi neutralizzato da Pelizzoli; resterà l’unico di una prima frazione chiusa all’insegna del reciproco elidersi, dal contenuto tattico pertanto inverso a quello spettacolare. Ovvio che in un simile scenario sia decisiva la vena sapienziale di Volpi.
RIPRESA - Si riparte e la Reggina sgomma in avanti, ma il Doria non tarda a modularsi con apprezzabile equilibrio, sempre con l’arma del possesso palla: al 7’ è quindi di puro alleggerimento il gran tiro da fuori di Leon, parato in due tempi da Berti, che per la prima volta si sporca i guanti. Non cala l’attenzione dei ventidue, così come esattezza e ferocia di raddoppi e chiusure vicendevoli: sembra evidente che un’eventuale rottura di equilibrio non arrivi che da un refuso, un disguido del possibile. Quindi Mesto si tuffa in area a fianco di Zenoni: il ruggito del Granillo induce Rosetti a tenersi in tasca il cartellino spettante ai teatranti. La gara perde qualcosa in efficacia didattica, assomigliando a tratti allo sbarco di Omaha Beach: hanno qualcosa di malizioso i ricorrenti calcioni rifilati dai reggini ai difensori doriani, quasi fosse noto il pesante scompensarsi del quadro in caso di ogni singolo abbandono.
PRODIGIO - Passa un’ora e sono in campo gli stessi ventidue, affiorano tossine e quindi veleni. Bravo è Bianchi a liberarsi in area, meno a concludere. Subito dopo lo stesso attaccante amaranto segna, dopo essersi visto contestare un offside che inferocisce lo stadio. Ecco Bonazzoli, unico a mietere teneri applausi, al posto dell’esausto Bazzani: subito Quagliarella trova un gol favoloso, rovesciando alla… Flachi su angolo dello stesso numero dieci. E’ una rete che potrebbe tramortire gli amaranto, purché il Doria non si racchiuda ad armadillo in una precoce difesa.
FORCING - Strozzata dal cronometro, la Reggina ripone goniometro e bolla d’aria a vantaggio del mazzapicchio. Pieri e Bonanni avvicendano Franceschini e Flachi: mosse aerobiche, poiché gli amaranto attaccano a volte in sette e anche Rosetti inclina il campo secondo una autoconservativa casalinghitudine. Leon spreca per eccesso di calligrafia il pallone del pareggio, ma il Doria è stanco e soffre. Troppo, a tratti. Tremendamente, nel finale. Chiude con una parata decisiva di Delvecchio: bilocatosi portiere. Ma vince. Benedetto sia lo Stretto.

***
DELVECCHIO, CENTO SECONDI DA PORTIERE

Dal nostro inviato
STEFANO RISSETTO
REGGIO CALABRIA – Una parata decisiva al 7’ di recupero, a opporsi a un nazionale azzurro, di un portiere senza il numero sulla schiena; anche perché la maglia era quella della salute, e poi negli ultimi 28 anni, cioè dalla nascita, era da soli cento secondi che giocava in porta. Quando pensavi che la Sampdoria ti avesse fatto vedere quasi tutto, a corsivarti quel “quasi” arriva Gennaro Delvecchio. Sfruttando l’altezza, ha messo i pugni sul tiro di Mesto; e subito dopo, eseguito il rinvio e arrivato il fischio finale di Rosetti, si è preso l’abbraccio dei compagni come se avesse segnato cento gol. "E pensare – dice – che fino all’ultimo non ho saputo se avrei potuto giocare, ma quando ci sono partite come queste bisogna rispondere “presente” anche sopportando i guai".
IN DUBBIO - Svolta la rifinitura in parallelo con Bonanni, Gennaro sembrava destinato a ripercorrere l’esperienza di Bazzani, che nello scorso torneo al Granillo si era arreso dopo il riscaldamento, cedendo il posto a Kutuzov. Si avviava invece al pomeriggio più incredibile della sua carriera di calciatore, forse anche il più bello. In un posto sbagliato, anzi il più giusto.
GRINTA - Domenica scorsa, Gennaro aveva attribuito il pari contro il Siena a una sciarpa sbagliata. Chi doveva ha provveduto, il portiere d’occasione se ne avvede e la risata, all’ombra del pullman che scalda il motore per la fuga verso l’aeroporto Minniti, è liberatoria. Ora la guerra paura non fa, musica di tamburelli fino all’aurora. "Era importante venire a vincere qui – dice Delvecchio – per dimostrare che questa Samp non è poi così male, difatti non è che al Granillo ci si venga in gita, e ti dicano prego si accomodi. E’ un campo dei più difficili d’Italia, per le squadre in trasferta giocarci è complicato non meno che per gli arbitri fischiare, infatti mi pare che oggi ci sia stato almeno un grosso errore a nostro danno, per fortuna è andata bene".
EUFORIA - Finora, i gol, Delvecchio li aveva fatti. Nel Doria, certo, ma anche in tutte le sue vite precedenti, in cui aveva ballato di tutto. Pensare che in settimana, in vista della squalifica di Sala e Falcone, pur di esser certo di giocare si era candidato come centrale difensivo. "Invece – scherza – ho finito per giocare ancor più indietro. Per fortuna che è andata bene e su quel tiro sono riuscito a metterci i pugni, parare non è il mio mestiere e si è visto, ma a quel punto veder sfumare la vittoria sarebbe stato un boccone troppo amaro". Per la verità, aveva aggiunto: "Pur di giocare farei anche il portiere". Accontentato.
STORIA - Con il colpo di mani di ieri sera, Delvecchio ha anche definitivamente riscattato il tocco compulsivo che gli era costato l’espulsione nella gara inaugurale con l’Empoli: ma quella è una pagina già dimenticata, i cento secondi da portiere di ieri resteranno nella storia del Doria. Prima di lui, il cimento era stato assai mesto, stavolta con la minuscola. Correva il 9 novembre 1997 e il Doria, impegnato all’Olimpico per la prima volta con Mancini come avversario e per l’ultima con Menotti in panchina, era già sullo 0-2 quando, a un pugno di minuti dalla fine, Ferron subì una contrattura. Già entrati Tovalieri per Franceschetti, Vergassola per Veron e Salsano per Morales, il Flaco dispose che tra i pali andasse Mannini. La maglia di Ferron indossata alla rovescia, Moreno subì la relativa onta di un gol, al 40’ su colpo di testa di Boksic.
Stavolta invece è stata festa, il portiere improvvisato è stato anche decisivo. "Questa parata – ammette – stilisticamente non era perfetta, ma me la ricorderò per tutta la vita, come e più che se avessi segnato". Merito tutto suo, non di una sciarpa. Che pure in qualche modo c’entra.

***

PER UNA LIRA (anzi, un euro)

Dal nostro inviato
REGGIO CALABRIA – Quasi come una guerra; e il peggio, al solito, è arrivato dopo l’armistizio. Fabio Bazzani raggiunge il pullman con la borsa del ghiaccio sulla testa, un punto di sutura al sopracciglio, l’aria dolorante ma serena, come il buon soldato in licenza dal fronte. Il centravanti ha combattuto per quasi un’ora in campo, senza presagire l’imboscata a tradimento. Al fischio finale, si è scatenato l’inferno. Una moneta scagliata dai primi gradoni della tribuna ha colpito il Bazza alla testa, alcuni facinorosi hanno scavalcato la recinzione della Sud cercando di raggiungere i giocatori del Doria. Una volta nel tunnel, alcuni calciatori e tesserati amaranto hanno cercato di regolare con gli avversari dubbi conti, nella velleità di rifarsi della gara perduta sul campo. Era dal pomeriggio del drammatico spareggio salvezza del 2000, risolto dal Verona con un gol di Cossato a 5’ dalla fine, che allo stadio di Reggio non si vedevano scene simili: è stata una vera e propria caccia all’uomo, tanto che la Sampdoria è intervenuta nella persona dello stesso Beppe Marotta, che ha contattato gli uomini dell’ufficio indagini. "Abbiamo visto tutto" è stata la risposta. Probabili pesanti sanzioni a carico del club amaranto. Da segnalare in una giornata decisamente convulsa, anche una nota curiosa. Al gol di Quagliarella, Delvecchio in segno di esultanza ha sollevato l’ombrello di un fotografo e per questo è stato ammonito. Diffidato, salterà la gara con il Livorno.
Tutto questo allevia soltanto in parte la sofferenza del Bazza. "Il taglio è superficiale – dice – ma adesso mi è spuntato il bernoccolo, per fortuna non è nulla di grave ma è stato egualmente un episodio molto sgradevole e incivile. Su quello che è successo nel tunnel, qualcuno ha visto e qualcun altro deciderà".
Fabio preferirebbe parlare della partita, mentre nell’antistadio del Granillo il pullman doriano è preso d’assedio da un centinaio di ultrà amaranto, che mantecano di male parole qualsiasi blucerchiato sgattaioli dall’uscita degli spogliatoi. "Questo campo – ricorda – lo scorso anno mi ha portato male, avevo dovuto rinunciare a giocare dopo il riscaldamento. Ma quando sono riuscito a scendere in campo, è sempre andata bene: il pomeriggio del ritorno in A e l’anno seguente sono riuscito anche a segnare, prima per un pareggio e poi per la vittoria. Stavolta non ho fatto gol, ma sono felice per un risultato importante, ottenuto con carattere, qualità e agonismo. Abbiamo fatto vedere che cos’è la Sampdoria".
Bazzani ha lasciato il campo proprio un attimo prima del gol decisivo, sedendosi in panchina con il mister e le riserve: "Ero stanco, avevo dato molto, ma volevo restare lì a incitare i miei compagni. Quagliarella ha fatto davvero un gol straordinario, ma tutta la squadra merita elogi per una vittoria ottenuta quando forse tutti pensavano che saremmo venuti qui a Reggio per onor di firma".
L’appuntamento con il gol è soltanto differito. "Sono contento della mia prestazione – ribadisce – ma l’importante era fare risultato per ridare slancio al nostro campionato. Ed è arrivata una vittoria bella e importante. Sarebbe stato bello segnare, ma sono più contento che se ce l’avessi fatta".
(steris)

***

NOVELLINO, UNICO INDISPENSABILE

Dal nostro inviato
REGGIO CALABRIA – Se Mazzarri scende in sala stampa per sillabare: "Non verrò più, sono stanco di essere preso in giro dagli arbitri", il vincente di questo derby dei Walter lascia il Granillo insolentito dai tifosi reggini. Uno allunga la mano oltre la foresta di militari in assetto antisommossa schierati a difesa del pullman della Samp, porgendo in segno di scherno una moneta, un’altra dopo quella toccata al Bazza!, al tecnico doriano. "Lo tengo, lo tengo – restituisce l’ironia Novellino – perché mi porterà fortuna". Quindi sale sul pullman, l’espressione soddisfatta di chi ancora una volta ha dimostrato, non solo a se stesso, di essere l’unico insostituibile di questa squadra. Prosegue nel suo silenzio stampa, ma ha gli occhi che ridono, come quello – dice Gnocchi in un disco di Vecchioni – che arriva al casello, scopre che c’è sciopero e quindi non si paga.
Terribili gli insulti degli ultrà reggini, urlati a perdersi nel buio che cala sulla riva continentale dello Stretto; ma a controbilanciarli bastano le parole di Beppe Marotta: "Una vittoria storica, va reso merito a Novellino di aver saputo gestire in maniera vincente una situazione di assoluta emergenza". Massì, quante volte il tecnico doriano se lo rivedrà nella notte quel gol, ballato da Quagliarella sulle note di Jobim, le uniche possibili, davanti ai cento fortunati venuti fin qua: tramontana dai monti domenica sera, è il contro è il pro è voglia di primavera, è la pioggia che scende è vigilia di fiera. Si avvicina Natale e lo meritava, questo regalo che Novellino fa a se stesso. Accardi centrale, Zenoni a sinistra, Quagliarella tornante, l’unica cosa che non aveva previsto era Delvecchio portiere: vinta anche quella, di scommessa. E’ il fondo del pozzo, è il pullman che parte, è un viso col broncio perché stava in disparte. Ma il mister doriano stavolta sorride. Ha fatto infuriare il Granillo, ma ha regalato un giorno di gioia a tutti i doriani.
(steris)

(Corriere Mercantile, 18 dicembre 2006)




permalink | inviato da il 18/12/2006 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia     novembre        gennaio
 
 




blog letto 1 volte
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom

COSE VARIE

Indice ultime cose
Il mio profilo

RUBRICHE

Diario
Calcio
Politica
Musica
Storie
Cinema
Letti
Persone

VAI A VEDERE


CERCA