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Diario


19 dicembre 2006

Sunday bloody sunday: i gaglioffi di Bosch al Granillo

Per cinquecento anni sono stati lì, appesi a una parete del museo di Gand, zitti e fermi come capita a chi stia effigiato in un dipinto a olio. Poi, domenica mattina, improvvisamente hanno deciso che era l’ora di scendere dalla tela; e alla fine, fra tutti i posti che avrebbero potuto scegliere, per sgranchirsi le gambe dopo che stavano fermi dal 1490, i personaggi che fanno da contorno al Salvatore nel Portamento di Croce di Hieronymus Bosch si sono presentati allo stadio Granillo, per vedere Sampdoria-Reggina, tutti con qualcosa di amaranto addosso.
SCENA - Assai grottesca era invero la scena presentatasi agli occhi dell'inviato, subito dopo la leggendaria parata di Delvecchio che chiudeva la gara. Oggetti in campo dalla tribuna, ragazzi che scavalcavano la griglia della sud per scagliarsi contro i giocatori del Doria, Rosetti che scappa e inciampa, Bazzani colpito da una moneta, urla e improperi e occhiatacce e spintoni e sputi e insomma un clima pesantissimo, coagulatosi nel truce assedio al pullman che avrebbe trasportato la comitiva doriana all’aeroporto Minniti, da dove il turboelica diretto a Genova è partito prima di sera.
TIMORI - Ieri mattina, a Reggio, si respirava più preoccupazione per le decisioni del giudice sportivo che per la sconfitta, tanto più che il Doria aveva vinto in maniera pulita, corretta e leale. Tv e quotidiani locali riconoscevano sussistenza e rilevanza del fallo da rigore di Amerini e del fuorigioco di Bianchi, mentre nessuno pensava di scusarsi con Berti: insultato e finanche strattonato dagli inservienti, ché lasciasse il campo al più presto. E Bianchi gli aveva appena rotto un polso, mettendo a rischio il prosieguo di carriera nel giorno della sua 500a partita da professionista.
MANO - Sentivano insomma aria di squalifica del campo, a Reggio. Convinti, sotto sotto, di essersela meritata. Invece il giudice sportivo Gian Paolo Tosel ha usato la mano molto più leggera di quella avuta domenica scorsa da non pochi tifosi amaranto: la Reggina se la cava con 30mila euro di ammenda con diffida. Tale sanzione risulta assai mite, qualora ne si accosti la sostanza alla motivazione presente nel comunicato ufficiale: «per avere suoi sostenitori, nel corso della gara, acceso nel proprio settore otto petardi, tre fumogeni e numerosi bengala; lanciato sul terreno di giuoco oggetti di varia natura (bottigliette, monete ed altro); a gara conclusa, lanciato numerose bottiglie piene d'acqua e innumerevoli monete, una delle quali colpiva al volto un calciatore della squadra avversaria, cagionandogli una vistosa lacerazione, ed altra colpiva ad una mano un collaboratore dell'Ufficio Indagini, cagionandogli una lesione lacero contusa; a titolo di responsabilità oggettiva, per avere, a gara conclusa, omesso di impedire, all'interno degli spogliatoi, la presenza di numerose persone non autorizzate, e per non aver impedito che alcuni addetti al servizio assumessero un atteggiamento provocatorio nei confronti di calciatori della squadra avversaria; recidiva specifica reiterata».
MINACCE - Ecco, la cosa più sgradevole, per quanto riferito dai giocatori e dagli uomini dello staff, è stato questo coacervo di aggressioni verbali e spesso non solo, attuate da soggetti che si trovavano all’interno di un perimetro dove ogni atto commesso ricade sotto la responsabilità della società di casa. Negli ultimi anni, la Sampdoria aveva vissuto due esperienze non molto dissimili a quella di domenica scorsa: dopo la vittoria di Salerno del novembre 2002, quando però la furia dei tifosi di casa era diretta verso il presidente Aliberti e l’allenatore Zeman; e poco più di un mese dopo, nella notte di Tempio Pausania quando accadde più di un fatto discutibile, come l’aggressione di Langella (già espulso benché riserva) a Valtolina.
INDAGINI - Domenica scorsa a Reggio è accaduto qualcosa di più cupo; e infatti gli uomini dell’Ufficio indagini Figc stanno muovendosi per conto proprio, rispetto ai fatti riferiti da Rosetti nel suo referto, che hanno fatto da base per la sentenza di Tosel. Il problema della presenza di persone non autorizzate nel recinto riservato ai tesserati non si è certo manifestato nella prima occasione domenica scorsa al Granillo: ma stavolta alla Sampdoria è parso di dover pagare un prezzo troppo alto, e soprattutto ingiusto, per una vittoria del tutto meritata.
(steris)

(Corriere Mercantile, 19 dicembre 2006)




permalink | inviato da il 19/12/2006 alle 13:2 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa
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