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Diario


2 gennaio 2007

La finestra di fronte

Nella finestra di fronte, al piano di sotto, il pianista vede da anni una ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri, sarà sui trentacinque ma ormai la ragazzitudine si estende ben oltre i confini di una volta, non si capisce che lavoro faccia, ha sempre il tavolo ingombro di fogli A4 e blocchi e libri e un computer. Forse una professoressa, magari universitaria, forse una scrittrice fantasma di qualche politico oppure una scrittrice e basta. Ogni tanto la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri posa sulla parte interna del davanzale il guscio di un cd che spesso ha anche il pianista: “Rose and Charcoal” di Marisa Monte, “Salle des pas perdus” di Coralie Clement, “Oggi ti amo di più” di Mina gli ultimi coincidenti con la collezione del pianista.
Il pianista è curioso di suo, ma quando si vive in palazzi ravvicinati anche affacciarsi a stendere il bucato obbliga meccanicamente a chinarsi sulle vite altrui, anche se non si vorrebbe, anche se non si dovrebbe. Qualche volta il pianista vede o sente anche cose che non si dovrebbero vedere o sentire. Ma non lo fa apposta, uno si affaccia per vedere che tempo fa proprio quando altre persone girano semisvestite in casa loro, magari con sfacciate mutandine da sfavillio amorotico poco congrue alle pulizie del pavimento ma tant’è. Sono tante le finestre di fronte. Al primo piano del palazzo d’angolo c’è uno che passa le ore al computer, in quello di fronte una famiglia di fricchettoni che tiene sempre grosse scatole di cornflakes sul tavolo e ha due grossi cani da caccia. Al quinto piano, un’accolita di chiassosi reggaettari che espone alternativamente la bandiera di Cuba e quella del Doria, data l’angolatura il pianista li sente soltanto, sparano a palla Marley e gli Specials, i Bad Manners e Tosh, mai li ha visti in faccia, solo ombre quella notte che gli urlò di tenere basso il volume, si beccò degli urlacci grevi e allora, non la mattina dopo perché sarebbe stato conigliesco ma quella seguente ancora, mise fuori una bandiera sintonica anche lui e ne sortì una provvidenziale tregua.
Ma la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri è quella più strana, indecifrabile. Si sono parlati due volte sole in tanti anni, sempre per questioni di stillicidio e dintorni. Una volta al pianista è caduta una federa proprio sul davanzale della ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri, che gliel’ha restituita giù in strada. Un’altra volta la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri ha pregato il pianista di non stendere al mattino le lenzuola dalla finestra di destra, perché le azzoppa il sole. Fine, tutto lì, poi se si vedono per strada nemmeno si salutano, anche se sanno benissimo chi sono. Nelle città è così, se si è misantropi poi.
In casa della ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri, il pianista vedeva un ragazzo di quelli che stanno con le ragazze carine false magre coi riccioli rossastri. Bello, forte, solido, saldo. Sembravano proprio innamorati e ben abbinati, romantici perfino, a volte urlavano ma poi finiva tutto, a volte si facevano sentire per altri motivi perché nei centri storici i palazzi sono talmente vicini che si sente tutto.
Ora è qualche tempo che la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri sembra sempre sola in casa, mai più visto il ragazzo. Quanti mesi saranno? E chi ci pensava a tenere il conto. Ma non è poco tempo. Forse è andato via, magari all’estero, per ragioni di lavoro e tornerà, tutto sommato aveva tutto del militare scelto e quindi sarà in missione di pace nel cuore di tenebra del mondo, o forse è successo qualcosa d’altro, chissà che cosa, forse si sono lasciati ma questo sarebbe strano, perché nel caso, in tutti questi mesi, una come la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri avrebbe subito trovato un altro modo di non credersi sola. La ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri adesso gira in casa con vestiti larghi, guarda sempre la tv, ha sempre meno libri sul tavolo.
Il pianista l’ha vista negli ultimi tempi per strada o al supermercato oppure in libreria, la ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri gira con abiti larghi per un motivo preciso, l’altro giorno aveva un poncho che non dissimulava fino in fondo la pancia, chissà di quanti mesi, chissà se degli stessi mesi. La ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri però non è melanconica o preoccupata, ha invece tanto sole negli occhi, il sole di chi aspetta al tempo stesso un arrivo e un ritorno. Così il pianista non sa ancora quale finale abbia la storia, una storia di cui non sa nulla, se non che riguarda una ragazza carina falsa magra coi riccioli rossastri, che vive nella finestra di fronte.




permalink | inviato da il 2/1/2007 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (5) | Versione per la stampa
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