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Diario


22 gennaio 2007

Anche per oggi non si vola: Empoli-Sampdoria 2-0

Dal nostro inviato
STEFANO RISSETTO
EMPOLI (Firenze) - Anche per oggi non si vola. Ancora una volta, la Sampdoria torna a mani vuote dal Castellani, ridimensionata nelle ambizioni.
Pagata assai l’assenza di Volpi, i biancocerchiati hanno evidenziato mancanza di idee e di coraggio, consegnandosi forse in via definitiva a un destino di retroguardia senza eurosogni, in linea con i piani societari - e con quelli di taluni guardatori, un tempo però insaziabili - ma a forte distanza dalle speranze dei tifosi, rinsanguate dalla sequenza dicembrina di risultati positivi
Forse i 10 punti colti da Messina (4/12) al Livorno (20/12) avevano generato illusioni sulla caratura della squadra, che invece rende 6 punti su 6 all’Empoli, in attesa delle tre sfide all’Inter.
MEDIANI - Nella Sampdoria l’indolenzito Accardi vince gli ultimi dubbi, dopo il riscaldamento a dodici accanto a Bastrini. I biancocerchiati, con Delvecchio e Palombo mediani e Quagliarella all’ala, fronteggiano un Empoli a due centromediani (Moro e Almiron), davanti ai tre rifinitori (Pozzi, Vannucchi e Buscè) a innesco della punta Saudati, schierato malgrado i guai alla caviglia.
E’ subito Pozzi, sfuggito ad Accardi, a pantofolare a lato un’occasione irrisoria: segno che il Doria non può limitarsi al controllo di palla e all’affondo accademico, che produce sei corner in una decina di minuti ma nessun intervento del senescente Balli. Flachi e Bazzani svariano su tutto il fronte offensivo ma non trovano spazi, mentre i toscani provano l’affondo in verticale con Vannucchi, senza sortire effetti migliori.
E’ una partita bloccata, giocata in pochi metri; fioritura d’agave è il sinistro al volo di Buscè, a lato di poco, prima della metà del tempo, indice di una maggiore propensione alla concretezza dei ragazzi di Cagni.
SCINTILLE - In una gara sostanzialmente scacchistica, dove tutto o quasi si svolge a ridosso del cerchio di gesso centrale, nulle o quasi sono le iniziative sulle corsie esterne. Al 27’ Almiron colpisce il palo, affossando però fallosamente Palombo per vanificare il tocco a rete di Saudati.
Scintille silenziose brillano nei duelli mediani; inoperosi i portieri, poco più che testimoni di una contesa spezzettata e inestetica, condotta con prudenza su ambo i fronti, quasi si intuisse la non rimediabilità di un gol al passivo.
Delvecchio e Palombo non suppliscono all’assenza di Volpi e la manovra doriana pecca di povertà elaborativa, tanto più che Quagliarella fatica da destra a inserirsi nel gioco e il duo d’attacco fluttua nel vuoto, in attesa di palloni che non arrivano. La frazione tramonta senza che né Balli né Zotti abbiano avuto modo di guadagnarsi lo stipendio, con interventi diversi dalla stretta di mano iniziale: il doppio zero potrebbe essere anche triplo o quadruplo, dando in ogni caso lo stesso prodotto.
VELLEITA’ - Nessun cambio dopo l’intervallo; neppure muta la qualità del gioco e dello spettacolo, sempre nervosi e sincopati, all’insegna dell’elisione reciproca. Il Doria si dispone a una maggiore intraprendenza, ma l’attenzione difensiva empolese (16 gol al passivo in 19 gare) poco concede alle velleità biancocerchiate, frustrate dall’ormai cronica mancanza di prospettiva di là dalla mossa immediatamente successiva, quando invece occorrerebbe una progettualità più approfondita.
Quando uno fra Delvecchio, Palombo e Quagliarella si accinge a fare qualcosa, gli avversari hanno già capito in anticipo e quindi c’è poco filo per la tessitura. Al 7’ il palo di Quagliarella, su deviazione di Marzoratti, è frutto di un’azione da fermo piovuta dal cielo, più che di un progetto di supremazia. E’ la prima occasione doriana, ma non sembra la goccia che annuncia il temporale.
DUBBI - Infatti la gara si ridispone ad armadillo, sonnolenta e dondolante, fino a che Vannucchi non affonda in area e su contatto con Sala cade a terra. Marelli non ha dubbi e concede a Saudati, un girone dopo, lo stesso rigore avuto da Gava all’andata.
La trasformazione è perfetta e al primo tiro in porta l’Empoli passa in vantaggio, regalandosi inoltre a questo punto l’arma del contropiede, che vede ancora Vannucchi fermato da Zotti.
Il Doria non cambia invece marcia, sempre trotterellando spensierato. Parola rileva Delvecchio e subito serve da fermo a Quagliarella il pallone del primo colpo di testa verso Balli, dopo un’ora di gara. Tocca a Olivera l’estrema illusione, ma Balli rimedia di piede.
Sarà questa l’ultima occasione di una Sampdoria altrettanto afasica di quella viste a Cagliari e a Torino, che subisce anche il raddoppio di Matteini sul più classico e feroce delle azioni di contropiede. Un passo indietro, ma molto ampio, quando invece ci si aspettava uno scatto in avanti. Sarà per un’altra volta, o forse per un altro campionato. Anche per oggi, diceva Gaber, non si vola.




permalink | inviato da il 22/1/2007 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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