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un modo di guardare


Diario


17 agosto 2015

Non ora, non qui


Credo che se mai Balotelli arrivasse davvero al Doria, piccolissima parte del merito sarebbe mia, avendo lanciato fin dal gennaio 2014 – quando poi sarebbe arrivato, anzi tornato, Maxi – la pallina di neve che va divenendo valanga.

Avevo raccolto indiscrezioni sull'intenzione del ragazzo, legato alla Liguria e segnatamente al Tigullio dove veniva in vacanza da bambino, di provare a rigenerarsi in quella Colonia Arnaldi del calcio che, visti gli esiti con Gullit e il primo Cassano, da tempo viene reputato il Doria. Così, in quella e nelle successive tre sessioni di mercato due sono state le massime suggestioni blucerchiate: Cassano, appunto, e Balotelli. Il primo è arrivato e il secondo, pare, finalmente potrebbe.

Le cose non sono le cose, a disegnarle sono soprattutto le circostanze. Aprite per sbaglio ai grandi magazzini un camerino di prova che ospita una tizia impegnata a provarsi un costume da bagno: costei inorridirà con l'aria accigliata. A ritrovarla in spiaggia, con lo stesso costume, non gliene fregherà nulla.

Le cose non sono le cose, a disegnarle sono soprattutto le circostanze. Quando Cassano venne cacciato, fui tra i pochi – nel coro di consensi, più servili che moralistici tra i doriani e del tutto opportunistici tra i neutrali e finti neutrali – a rammaricarmene. Se Balotelli fosse arrivato nel gennaio o nel luglio 2014, come lo scorso inverno, avrei fatto la ola da solo. Adesso invece né riesco a entusiasmarmi per il ritorno diCassano, proprio per le circostanze in cui è maturato visto che sarei un pazzo a contraddirmi discutendo un talento che ho ammirato quasi come quello di Alviero, mentre il possibile arrivo di Balotelli addirittura mi preoccupa.

Se Cassano fosse stato messo sottoc ontratto subito dopo la rescissione con il Parma, inducendolo ad allenarsi a dovere in attesa dello scontato congedo a fine stagione di Mihajlovic che mai lo aveva voluto, per presentarlo al meglissimo a luglio, l'operazione sarebbe stata perfetta. Invece da giugno fino ai primi di agosto è andato in scena uno stucchevole tira-e-molla,tra le dichiarazioni contraddittorie del presidente dal «vorrei venisse» di Sestri Levante al «no ai remake» di Pinzolo fino al«ti dà una mano» dopo lo 0-4, e le prese di posizione dell'allenatore che evidenziavano una divergenza sull'argomento. Se riaccogliere Cassano – parlano i precedenti e la saggezza popolare,che esclude una vecchiaia quadrata di chiunque nasca tondo – sarebbe stato comunque problematico, sdrucciolevolissimo pare ingaggiarlo dopo Torino, consegnandogli di fatto il ruolo di salvatore della patria e soprattutto di vincitore dell'implicito braccio di ferro con chi non lo aveva reputato indispensabile.

Inoltre l'arrivo di un fuoriclasse comeCassano, impossibile da inquadrare in un ruolo “alla Altafini”non appena in forma accettabile, comprime di fatto lo spazio sia diSoriano, infatti destinato a una cessione ormai tanto scontata quanto allarmante sia sul piano tecnico che societario, che di quel Correa la cui valorizzazione nell'imminente torneo era stata definita da tutte le componenti societarie – presidenza, direzione sportiva, guida tecnica – come il punto qualificante dei programmi stagionali.

Anche Balotelli non può arrivare adesso. Di là da ogni questione economica, pure ostativa in tutte le precedenti sessioni di mercato, basta dare un'occhiata all'organico per capire che prendere Mario sarebbe un non senso, a meno di non prevedere mosse eclatanti in uscita, che pure lo stesso presidente ha escluso a proposito di Eder, pure accreditato di un interesse del Bologna per una contropartita oggettivamente importante, ma nel caso specifico miserevole.

Cedere l'oriundo, amatissimo dalla Sud quanto tecnicamente imprescindibile, a fronte di un prestito,maestoso ma pur sempre prestito, sarebbe una mossa implausibile, irragionevole, quasi un gesto di sfida alla piazza, che vedrebbe seguire allo smantellamento del centrocampo quello della stessa squadra, privata in una sola tornata di tutti i giocatori quotati,quasi a confermare i peggiori timori circolanti sull'attuale configurazione societaria. Per questi motivi è impossibile accada.

Se invece a far posto all'attaccante del Liverpool dovesse essere allora Muriel, l'investimento più oneroso della storia della Sampdoria sarebbe esposto a un non  irrilevante rischio di deprezzamento. Per non parlare del sostanziale azzeramento delle opportunità di giocare in cui incapperebbe Bonazzoli, per il quale si è speso non molto meno di quanto versato all'Udinese per il colombiano.

Cassano sarebbe potuto arrivare in molti modi, ma non con il coltello dal manico e a spese di Soriano e Correa. Balotelli sarebbe potuto arrivare in molti modi, ma non comprimendo lo spazio di uno e mezzo tra Muriel, Eder e Bonazzoli. Se a queste trattative, una ormai definita e l'altra ancora aperta,aggiungiamo i dettagli della fugace esperienza doriana di Eto'o, tre indizi sembrano provare come sotto questa luna blucerchiata la programmazione consista nell'assenza di programmazione. Ma nel calcio improvvisare è prerogativa, peraltro comunque inquadrata in una disciplina tattica, dei calciatori in campo. Non di chi ce li mandi.




permalink | inviato da stefanorissetto il 17/8/2015 alle 19:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
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