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Il custode

Quel giorno era andato tutto bene, risultato a parte. Certo, quei due tizi con la pistola alla cintura, seduti dietro la mia fila su un balaustrino a fare il tifo, non avevano proprio l'aria dei poliziotti, ma d'altra parte aver l'aria da poliziotto in certi frangenti non aiuta a fare bene il poliziotto.
Un paio d'anni prima, in quello stadio, mi era invece andata di lusso. Allora la sala stampa era in un fabbricato a ridosso della curva nord, come non mi capita spesso ero a seguire il Genoa che aveva vinto 3-1, mentre raggiungevo il posto delle interviste mi cadde davanti ai piedi una bottiglia di plastica piena, in testa non sarebbe stata una carezza.
Comunque stavo finendo di scrivere l'ultimo pezzo, col computer che non voleva saperne di indocilirsi. Dei tre inviati che eravamo, gli altri due si erano lanciati verso la folle avventura di un aereo della sera per Linate. Sulla strada per l'aeroporto avrebbero trovato l'ingorgo, dovendosi così fare un chilometro di corsa sotto il temporale, del tutto inutile perché il volo - prima cancellato, poi ripristinato su un altro aereo - sarebbe partito solo alle due del mattino.
Di fuori pioveva in maniera impressionante, per arrivare all'albergo sarebbe stata una doccia. Il custode venne a controllare se avessi finito. Ma senza iattanza, civilmente mi parve. Succede spesso di discutere con i custodi degli stadi, loro vogliono chiudere e noi dobbiamo scrivere. Riposi il computer nella valigetta e col mio piccolo ombrello tascabile mi disposi ad avventurarmi sotto l'acquazzone. Salutai quell'uomo, gli strinsi la mano, ci augurammo buon Natale, visto che ormai mancavano meno di trenta ore, e alla prossima. Una faccia di quelle che si dimenticano e infatti la dimenticai. Rivederla sull'Ansa così non mi dice nulla. Leggo che aveva un piccolo arsenale, che ha aizzato i cani contro i carabinieri venuti a perquisirgli la casa e costretti così ad arrestare lui, moglie e figlia.
Mica potevo immaginare tutto questo, sotto una pioggia che l'ombrello non riusciva a combattere, mentre la sera dell'antivigilia di Natale mi lasciavo alle spalle il Cibali di Catania.

Pubblicato il 6/2/2007 alle 20.29 nella rubrica Persone.

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