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Sampdoria-*Virtus Entella 2-0

Dal non inviato di nessuno

STEFANO RISSETTO

CHIAVARI La Sampdoria festeggia il 69º compleanno vincendo a Chiavari, dov'era caduto il Genoa, contro una Virtus Entella in modalità Lega Pro ma in attesa di ristrutturarsi per il certissimo ritorno in B. Dopo un primo tempo disarmante, la fiammata sudamericana in avvio di ripresa vale l'uno-due del successo, prevedibile vista la consistenza dei chiavaresi, tonico per un ambiente che ha bisogno di riassorbire la batosta europea. I risultati positivi, anche in contesti come quello tigullino, fanno sempre bene. Era soprattutto la partita del ritorno di Antonio Cassano, entrato al 27' della ripresa al posto di Eder, otto anni dopo il primo esordio doriano del 9 settembre 2007 in Canton Ticino. Allora il barese si era infortunato al muscolo semitendinoso destro dopo una mezz'ora, ieri ha esibito bagliori dell'intatta classe, che andrà secondata da una forma fisico-atletica non ancora prossima. Servirebbe ancora un'amichevole “vera”, per affrontare al meglio un'avversaria come il Carpi, per certi versi la peggiore possibile, nel turno inaugurale di campionato del 23 agosto.

AVVIO Si parte a ritmo più che blando. Al quarto d'ora la Virtus sfiora il gol con Belli, che sfonda al centro e conclude con un tiro centrale, su cui Viviano è malcerto, deviando non senza affanno oltre la sbarra. Il Doria usa le marce basse, estemporanee paiono le iniziative sudamericane in duetto tr Eder e Muriel, dando uno spettacolo allarmante di approssimazione geometrica, speculare alla festa incessante nella Nord, esaurita in prevendita, dove la moltitudine blucerchiata celebra con sventolate e cori la ricorrenza della sua amata.

SPAZIO E' la prima partita in Liguria, in casa del tifoso doriano Gozzi, della nuova Sampdoria che a differenza dello scorso anno non gioca in rosso ma con la sua divisa classica; e a dieci giorni dall'avvio del campionato il giudizio resta sospeso, visto che le scadenze di calendario vanno sovrapponendosi a quelle del mercato. A questa squadra mancano purtroppo da... sempre due capisaldi programmatici, come Moisander e Correa, per non parlare di Cassano cui giocoforza l'argentino e Soriano (opaco e poco coordinato con Fernando e Barreto) dovranno fare spazio. Sul piano tattico, i blucerchiati peccano di staticità, non si cercano né si trovano, come se le idee fossero poche e la condizione carente. Proprio sul piano della brillantezza fisica e atletica, premessa di ogni concretizzazione negli schemi, gli interrogativi crescono.

ROSSINI A voler scomodare la replica lapidea del vecchio Rossini a un aspirante compositore, può dirsi che in questo Doria di Zenga c'è del nuovo e c'è del bello, ma il bello non è nuovo e il nuovo non è bello. Inoltre i blucerchiati rasentano la configurazione tipica, mentre i chiavaresi schierano un undici assai alternativo, rispetto a quello che verrà allestito dopo la scontata ratifica del ripescaggio in B per il secondo caso-Catania del millennio, questo come quello del 2003 propizi al calcio nostrano.

Il torpore si incrina al 36', con un'accelerazione di Muriel chiusa con un servizio sottoporta, che Eder non riesce a seguire.

GUAIO Il Doria gioca con spirito vistosamente amichevole, ma dopo quasi un mese e mezzo di lavoro non evidenzia progettualità in grado rassicurante. Dal 4-3-3 di luglio Zenga passa al modulo col trequartista dietro le punte, platealmente funzionale al reinserimento di Cassano, ma l'efficacia in avanti rimane trascurabile. Prima dell'intervallo, Krsticic cede a un probabile stiramento, lasciando il posto a Ivan: queste al momento, dopo la smobilitazione di massa a fini di cassa del centrocampo (Duncan, Rizzo e Obiang divenuti 18,5 milioni, Acquah non riscattato), le alternative. Col Doria provvisoriamente in dieci, Belli sfugge a Muriel e conclude sopra la traversa. Si va all'intervallo con un senso di vuoto.

RIPRESA Decorsa la pausa, Zenga ripresenta lo stesso Doria del primo tempo, mentre Aglietti cambia ancora una Virtus già sperimentale. Subito un affondo Barreto-Soriano-Muriel porta i blucerchiati a impegnare il portierino Borra, subentrato a Jacobucci. Sembrano più vitali i blucerchiati: Fernando imbecca Muriel, Zigrossi rimedia. L'amperometro della gara segnala un aumento dell'attività elettrica, ma la manovra sembra sfilacciata e gli entelliani osano qualche incursione, come con Troiano che da fuori area manda il pallone di poco a lato del palo destro.

GEOMETRIA Per assurdo, nella sua modestia in termini di qualità sembra più organizzata la Virtus, che si scopre al punto di lasciare spazio alla manovra doriana, che trova concretezza al 13': Barreto lancia Regini che mette rasoterra al centro, dove Eder è appostato al punto giusto per prendere la mira e centrare a mezza altezza l'angolo destro. Meno di cento secondi più tardi, ancora l'oriundo brilla per scintillanza e concretezza, con una discesa che culmina nel traversone per Muriel, abile a svettare di testa centrando di nuovo l'angolo destro, stavolta basso.

CAMBI L'uno-due doriano rassicura la gradinata nord del Comunale, colorata di blucerchiato, mentre la gara si stabilizza e nei chiavaresi entra Sestu, ricordato nel mondo doriano per il mancato 2-0 nel derby del 3 febbraio 2014 firmato da Maxi Lopez. Ai tre quarti di gara, Zenga cala un pokerissimo di sostituzioni: dentro Brignoli, Salamon, Wszolek, Bonazzoli e... Cassano per Viviano, Silvestre, Barreto, Muriel ed Eder. A questo punto, la gara da amichevole scivola in passerella. La squadra di Aglietti mira solo a limitare i danni, il Doria rimodulato a 4-3-3 con Cassano punta centrale. Il numero 99 mette subito Wszolek davanti a Borra, ma il polacco calcia sul portiere.

FINALE Nei minuti conclusivi, il pubblico di parte doriana si attende la magia di Cassano, ma il fuoriclasse barese non ha ancora la forma necessaria per dare concretezza alla sua intatta visione di gioco, sempre cinque o sei mosse in vantaggio rispetto all'avversario come accade ai grandi scacchisti. Finisce così, con un senso di inappagamento, di preoccupazione, di incertezza. Il tempo delle domande sta per lasciare spazio a quello delle risposte, chissà di quale segno saranno.



LE PAGELLE

DI STEFANO RISSETTO


VIVIANO 6 Un dribbling di tacco su un attaccante biancoceleste è la cavatina più divertente di una serata priva di vero impegno, contraddistinta da qualche affanno di troppo nelle respinte aeree di pugno. Sempre attento e lucido nel rilanciare l'azione.


CASSANI 5,5 Non ha modo di distinguersi in copertura, vista la scarsa intraprendenza degli offensori biancocelesti, ma neppure si evidenzia come cursore a sostegno della manovra di attacco. Una prestazione grigia e poco convincente, povera di personalità.


SILVESTRE 6 Ha veramente poco da fare e quel poco lo fa con pulizia e diligenza, senza strafare e con il solito senso della posizione che, perdurando l'assenza di Moisander e in attesa di un auspicabilissimo rinforzo, lo rende imprescindibile.


CODA 6 Il grande rimpianto del Comunale di Torino fa quello che dovrebbe fare un difensore centrale di ruolo, ovvero controllare lo spazio e neutralizzare le percussioni offensive entelliane. Una prestazione umile e di buonsenso, che conferma la sua natura di affidabile rincalzo.


REGINI 5,5 Anche contro i modesti chiavaresi ha qualche esitazione di troppo, tipica forse di chi non sente la fiducia né del club né dell'ambiente. Dopo qualche sbandamento iniziale, si riprende e chiude in maniera rassicurante.


BARRETO 6 Prestazione scolastica ed elementare, eccettuato lo spunto che vale il primo gol. Dal sostituto di Obiang, in virtù di curriculum e talento, ci si attende molto di più. Forse ha bisogno di affinare una condizione atletica che pare poco brillante.


FERNANDO 5,5 Il brasiliano che, con gli 8 milioni versati allo Shakhtar, è il punto forte del mercato estivo, fatica a calarsi nel ruolo di regista arretrato: manca ancora della dovuta continuità e accusa qualche pausa di troppo.


KRSTICIC 6 L'uomo che non c'era. Tornato come fuori programma, per il mancato riscatto del Bologna, si appresta a un lungo stop per l'infortunio muscolare patito nel primo tempo.


SORIANO 5 Ha capito di dover partire, stretto tra Cassano e Correa e soprattutto la decina di milioni che la società conta di incassare per il suo cartellino. Così gioca col servofreno dentro al cuore, badando più che altro a non farsi male.


EDER 7 Insostituibile, in questa Sampdoria come forse nella Nazionale. Un gol e un assist vincente, sempre pericoloso. Come regalo di compleanno alla società venga ufficialnente tolto dal mercato. Si sa, la carne è debole.


MURIEL 6,5 In avanti mostra un paio di sprazzi promettenti, pur disassistiti dalla dovuta continuità. Non si intende quasi mai con Eder, ma quando lo fa trova la pepita d'oro, con un gol di testa che non è certo il pezzo più frequente del suo repertorio.


IVAN 6 Entra alla fine del primo tempo, evidenzia qualche buono spunto in avanti ma non brilla troppo. Ordinato e intelligente, da rivedere.


BRIGNOLI SV


CASSANO SV


BONAZZOLI SV


WSZOLEK SV


SALAMON SV



Pubblicato il 12/8/2015 alle 20.58 nella rubrica Diario.

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