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Ci vediamo a Marassi


Comincia un altro campionato, dopo quattordici anni è il primo che non seguirò per lavoro. Può darsi che chiusa una porta si apra anche presto un portone, come in molti alla fine di luglio hanno detto a me e ai miei colleghi del sottomarino giallo, ma domani sera andrò allo stadio senza cembalo, senza la griglia dei servizi da svolgere, senza la preoccupazione che tutto funzioni al meglio, dalla strumentazione elettronica alla mia capacità di incrociare raziocinio, emotività, fantasia. Sarà un'esperienza nuova e, a cinquantun anni, per certi versi triste.

Comincia un altro campionato, per certi versi nelle premesse uno dei più strani di sempre, almeno nel mio ambiente. Troppe novità, in troppo poco tempo, nella sostanza come nella forma che da queste parti a lungo fu sostanza, hanno determinato una brusca torsione storiografica proprio mentre la UCS46 si avvia al 70º anniversario della fondazione.

Sul piano agonistico, non ha senso oggi formulare valutazioni: il precampionato è stato molto deludente, per via della rovinosa eliminazione europea, ma anche nell'estate 2009 le indicazioni giunte a fine luglio dalle amichevoli di Rotterdam e Padova erano state sconfortanti.

Analizzando l'organico, in attesa di capire quanto Moisander possa supplire alla grave perdita – peraltro ampiamente prevista – di Romagnoli, l'undici di base appare perfino più competitivo di quello dello scorso anno, ma fra i titolari e le riserve la faglia qualitativa pare ampliata: problema che andrà sperabilmente risolto negli ultimi giorni di mercato, magari agendo sulle possibili eccedenze dei club di prima fascia.

Le credenziali di Zenga non sono inattaccabili, ma al ritorno in Italia neppure quelle di Mihajlovic lo erano: assurdo pertanto sarebbe bocciare il tecnico per un pugno di partite. Semmai le incognite sul suo conto riguardano la compatibilità con Cassano, tornato a Genova dopo un lungo tira e molla, alimentato anche dalle dichiarazioni non uniformi dei vertici societari. Sul punto, anche la vicenda Soriano va dipanandosi in una sarabanda di esternazioni che vicendevolmente si annullano.

Come sempre, l'unico dato oggettivamente positivo è rappresentato dal grado di fedeltà del pubblico, che ha sottoscritto abbonamenti in numero ancor maggiore rispetto a quello dello scorso anno. Compatti nel ripresentarsi allo stadio, i tifosi sono però divisi tra legittimisti e perplessi. I primi sottolineano come il movimentismo corrente sia comunque preferibile all'immobilismo al bromuro del recente passato, rimarcando come le plusvalenze maturate nell'attuale sessione fossero esplicitamente previste dai documenti programmatici ufficiali, nei quali peraltro si indicava in Eto'o il punto fondativo di un'espansione commerciale internazionale comprensiva anche del nuovo sponsor, invece non ancora individuato.

Proprio in alcuni elementi di discrasia tra le parole, spesso un po' troppo in libertà anche sul piano stilistico, e i fatti si fonda invece lo scarso entusiasmo, se non la preoccupazione, di chi finora fatica a individuare il modo innovativo con cui la società in carica intenda riuscire a conciliare il risanamento dei conti con il mantenimento, se non il miglioramento, dell'eccellenza tecnica.

Come sempre, ogni equilibrio è vincolato ai risultati tecnici. Senza malizia alcuna, come sempre ogni anno mi avvio al campionato con una sola idea preliminare a tutte le altre, idea rafforzatasi dopo quanto avvenuto non molto tempo fa. Trovarsi così domani notte a -37 dal mio traguardo prediletto non sarebbe male. Per il resto, ci si vede a Marassi.

Pubblicato il 22/8/2015 alle 12.54 nella rubrica Diario.

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